~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

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martedì 8 novembre 2011

Broken doll




L’ombra vasta della sera, lenta e quieta, copre la città avanzando tra i vicoli meno affollati, mentre i lumi si accendono e vibrano debolmente, andando ad aumentare le ombre proiettate.

Saluto con un cenno e mi avvio per strada, i libri stretti tra le braccia, il passo disinvolto eppur svelto mentre scorro lo sguardo su quest’infinita scena di inutili comparse che è la vita ordinaria di una città.
- Poco siamo , poco ci basta. Il mondo toglie ciò che ci dà. -

La notte, venendo come nulla, mi ricorda chi ho cessato di essere. Ho una voce nella mia testa che urla di continuo tutto ciò che le mie labbra rinnegano. E’ una voce d’insensatezza, di illogica e perversa follia, e so che cedere adesso equivarrebbe a fallire.
Non posso smettere di tentare, e per farlo ho bisogno di tutto il controllo possibile, ma più spingo lo sguardo a lacerare il velo che ormai ho scovato, e più tutto sfuma in un’illogica coreografia squilibrata che disperde la lucidità dei miei pensieri.

Sono a un passo, solo un passo, dalla conquista o dalla definitiva sconfitta, ma non è in mio potere scegliere.



Respiro la notte, e i meandri di tutto il mio essere si riempiono di una buia quiete, nera come l’inchiostro versato, come gli occhi che ancora mi tentano, come una notte senza stelle che promette sogni d’oblio.

Fisso la limpida oscurità di queste palpebre chiuse, e lentamente lascio scorrere la stanchezza via dalle mie membra.
Sono solo una bambola abbandonata in un angolo del palcoscenico dopo che il sipario è calato, gli arti adagiati l’uno sull’altro senza una logica, i fili lasciati senza padrone.
Scorre via la volontà dalle mie stesse membra, e ritrovo la pace vacua del silenzio notturno.

Il vuoto è la più grande meraviglia che la mia mente abbia mai provato, solo un vuoto passeggero che lenisca questa fame che corrompe i miei pensieri, spingendoli ad afferrare sempre di più…sempre di più.



Il teatro, la scena, gli attori: le mie vie di fuga.
Potevo essere tutti e nessuno, possedevo mille volti e tanti altri costumi, e avevo sempre un sipario a separarmi dal mondo, una netta certezza di vivere pur non vivendo. Mi abbandonavo all’ebbrezza di un cosmo in cui tutto era finto ma nulla falso, e nutrivo sogni e illusioni appendendoli come spille sul mio unico volto ancora così reale.

Ho sognato nella mia vita, sogni che son rimasti a lungo con me, e che hanno cambiato le mie idee. Son passati attraverso il tempo e attraverso me stessa, come il vino attraverso l’acqua, ed hanno alterato il colore della mia mente. Amavo e speravo, bruciavo di ardente passione, credevo a fiumi di menzogne, ed ero costantemente ubriaca di sogni.

Non avevo ragione a starmene ad aspettare davanti al palcoscenico delle marionette? Guardavo i loro movimenti e pensavo a come tutto sia pretesto, quel che facciamo qui. Tutto non è se stesso.
Non è forse più sopportabile quell’involucro di pelle e filo cucito sul volto d’apparenza di una bambola?



Eppure ora desidero così ardentemente svuotarmi, strappare con foga i costumi di scena, scucire le maschere, ed urlare fino a che l’ultimo residuo di vitalità abbandonerà l’involucro inutile che è questo corpo.
Sarebbe un po’ come rinnegare me stessa…ma sono davvero sempre stata così?
Ci sono domande alle quali non voglio rispondere, copioni che ho gettato tra le fiamme molto tempo fa, e sceneggiature che scrivo e riscrivo continuando a recitarle nella mia mente fino a che non troveranno nella realtà il loro grandioso finale.
L’unico finale che davvero desidero.

E allora che urli pure la mia mente, non la lascerò parlare attraverso queste labbra. Arriverò a controllare ogni cosa.


(Memorie di Erianthe: maga thayan sharita)



“In un tempo in cui tutti ancora si affannavano a risponderci sempre rapidamente e rassicurandoci, fu essa, la bambola, la prima che ci avvolse di quel silenzio più grande della vita, che poi sempre tornò ad alitarci dallo spazio ogni volta che in qualche luogo giungevamo ai confini della nostra esistenza (…) Iniziate alle prime indicibili esperienze dei loro proprietari, distratte tra le loro primissime inquietanti solitudini come nel mezzo di stanze vuote (…). Ma noi presto comprendemmo che non potevamo farne né una cosa né una creatura umana, e in simili momenti divenne un ignoto per noi, e ogni senso confidente di cui l’avevamo riempita e colma, ci divenne ignoto in lei (…)

Taceva essa allora, non per superiorità, taceva perché era quella la sua perpetua scappatoia,
perché era costituita di un‘inutile materia affatto responsabile – taceva e neppure le saltava in
mente di vantarsene, benché le dovesse servire molto a darsi importanza in un mondo in cui il
destino, anzi Dio stesso si son fatti famosi anzitutto perché ci fronteggiano col silenzio.



Ecco, alla fine ti abbiamo realmente distrutta, anima della bambola,
mentre intendevamo circondarti di cure, erano già le larve che ti rodevano e ti rendevano così cava e pigra.
Ora scappa fuori, questa nuova, pavida stirpe e svolazza traverso il nostro buio sentimento.
A vederle, si direbbero piccoli sospiri, tanto sottili che per essi non basti il nostro orecchio.
Appaiono svanendo, giacché questo solo le occupa: svanire.
E’ come se si struggessero per un’ardente fiamma, da gettarvisi larvalmente.
Pensando questo e alzando gli occhi, si sta, quasi smarriti,
davanti alla loro natura di cera.


( R.M. Rilke - Puppen)



-Photos-

lunedì 7 novembre 2011

B..b…brains for dinner!



Boys and girls of every age
Wouldn’t you like to see something strange?





Come with us and you will see
This, our town of Halloween


This is Halloween, this is Halloween
Pumpkins scream in the dead of night


This is Halloween, everybody make a scene
Trick or treat till the neighbors gonna die of fright
It’s our town, everybody screm
In this town of Halloween





I am the one hiding under your bed
Teeth ground sharp and eyes glowing red


I am the one hiding under yours stairs
Fingers like snakes and spiders in my hair


This is Halloween, this is Halloween


Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!
In this town we call home
Everyone hail to the pumpkin song





In this town, don’t we love it now?
Everybody’s waiting for the next surprise


Round that corner, man hiding in the trash cam
Something’s waiting no to pounce, and how you’ll...


Scream! This is Halloween
Red ’n’ black, slimy green


Aren’t you scared?





Well, that’s just fine
Say it once, say it twice
Take a chance and roll the dice
Ride with the moon in the dead of night





Everybody scream, everbody scream


In our town of Halloween!


I am the clown with the tear-away face
Here in a flash and gone without a trace





I am the "who" when you call, "Who’s there?"
I am the wind blowing through your hair


I am the shadow on the moon at night
Filling your dreams to the brim with fright





This is Halloween, this is Halloween
Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!
Halloween! Halloween!


Tender lumplings everywhere
Life’s no fun without a good scare


That’s our job, but we’re not mean
In our town of Halloween





In this town


Don’t we love it now?


Skeleton Jack might catch you in the back
And scream like a banshee
Make you jump out of your skin
This is Halloween, everyone scream
Wont’ ya please make way for a very special guy

Our man jack is King of the Pumpkin patch
Everyone hail to the Pumpkin King


This is Halloween, this is Halloween
Halloween! Halloween! Halloween! Halloween!





In this town we call home
Everyone hail to the pumpkin song


La la-la la, Halloween! Halloween!






“Ho sempre simpatizzato per gli zombie, hanno un che di rivoluzionario.

Rappresentano il popolo solitamente senza idee autonome che a un certo punto, stanco dei soprusi, si ribella.

Eravamo noi nel ’68. E ora siamo morti, no?

I nostri ideali sono morti, io sono uno zombie.”


G. Romero