~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

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mercoledì 30 dicembre 2015

Winter Sun

"I see a golden light shining far away,
I can't tell if I'll make it there someday"






martedì 4 marzo 2014

Aggiornamenti telegrafici

E chi se la ricorda più la sensazione di avere del tempo per scrivere?
No no no, io proprio no.
 Ma non voglio che questo blog metta le ragnatele, che ne ho già abbastanza delle scarpie in casa...e la muffa e le crepe e il vecchiume....e everyday is halloween, dovevo proprio fare la strega di un film di Burton. /fine del delirio

Tutto procede allo stesso ritmo (da esaurimento), ma ho una novità.
A maggio ci trasferiamo. Già, dopo tutti gli sforzi per resistere in questa casa ho ceduto. 
La sento mia, è piena di ricordi stupendi, è ricolma del nostro amore, di ogni momento della nostra storia che qui dentro ha preso forma, ma non ce la faccio più. Non ci stiamo, e cade a pezzi.
Penso che solo quando ce ne saremo andati realizzerò davvero il distacco. Mi mancherà da morire, perchè rimarranno qui tutti i ricordi più belli, soprattutto quelli della prima estate trascorsa tra i sacrifici assurdi e l'amore che curava tutto.

Ma la nuova casa è grande, è più recente, ha un super terrazzo e tanti comfort in più. La pagheremo cara, con il sangue se le cose non miglioreranno, ma siamo proprio stanchi di arrancare per poche briciole. Tanto vale rischiare di vivere un po' meglio. E se falliremo, avremo almeno prima tentato.

E con questo svanisce il sogno del nord, restano i rimpianti, i fantasmi di un futuro che non avremo mai, le domande senza risposta. Io chiedo solo di vedere l'orizzonte quando mi affaccio alla finestra, e di avere una tana confortevole. 
Sì, sto invecchiando. Posso immaginare me stessa più giovane inorridire di fronte a queste mie affermazioni.

Come ci cambia la vita. Eppure oggi come ieri sono lì con il naso all'insù verso le stelle, quelle stelle che rimangono sempre le stesse.



sabato 7 settembre 2013

L'orizzonte



"Dicono che il tempo cambi le cose. In realtà devi farlo tu stesso."
A. Warhol
 
Non riesco a stare al passo con gli aggiornamenti del blog, ho una marea di foto e mai abbastanza tempo per scrivere qualcosa. Non riesco a stare al passo neanche con la mia vita, ma quello è un altro discorso.
E’ arrivato settembre, il mese di transizione che ancora brilla dei colori dell’estate pur annunciando l’arrivo imminente dell’autunno. Presto sarà di nuovo freddo, il buio calerà ad accorciare le giornate, la frenesia dell’estate sarà solo un ricordo.

Ho voglia di vedere la nebbia che sale dai campi e di scorgere l’orizzonte ogni volta che mi affaccio alla finestra. Quasi nessuno capisce quanto possa essere traumatico crescere in un posto isolato per più di vent’anni, respirare sempre aria pulita, uscire dalla porta e non incontrare mai nessuno se non il silenzio della natura e lo scodinzolio dei propri animali, ma soprattutto…affacciarsi alla finestra e vedere l’orizzonte. Niente palazzi, traffico, strade, muri. L’orizzonte.
La linea nitida che traccia il confine tra il fango e le stelle. L’abisso invisibile dove il sole va a morire. La culla dorata di ogni nuova alba.

Sì, sembrerò pazza o forse viziata, ma ho capito una cosa semplicissima di cui non posso fare a meno: io esigo vivere dove posso vedere il confine tra cielo e terra.
E voglio il mare, ho bisogno del suo frastuono e della sua immensità. Non mi importa se dall’altra parte c’è solo smog e cemento, ma almeno da una finestra lasciatemi vedere il mare.
Mi sono sempre sentita un animale in gabbia, per le più svariate ragioni. Ma non sapevo che il peggio doveva ancora venire. Soffro, in questa città, in questa micro-casa. Adoro il mio compagno e il nostro modo di stare insieme, ma ho bisogno di sapere che prima o poi ce ne andremo via.
Sono insofferente, succede sempre quando le stagioni cambiano. Devo trovare il modo di adattarmi cambiando pelle, e più gli anni passano e più diventa difficile.

Padova offre molto meno di quanto pensassi. Con il lavoro è sempre la stessa storia: contratti brevi, tirocini senza paga, colloqui su colloqui e sempre quella sensazione di essere falliti pur senza meritarlo.
Cerco di farmi strada in ogni modo, accetto qualsiasi lavoretto, coltivo passioni che potrebbero diventare redditizie, ma non vedo mai la luce in fondo al tunnel. E ovviamente siamo sempre al limite della sopravvivenza. Non so nemmeno come arriveremo alla fine di quest’anno.
Vorrei poter spegnere la testa almeno per un po’. Niente più impegni, responsabilità, pensieri continui e assillanti. Niente vacanze quest’anno: zero soldi. Non mi sono fermata mai. Credo che a breve impazzirò.


A proposito di mare e orizzonti. Dopo assillanti richieste durate circa un anno finalmente ho convinto l’uomo ad andare a Trieste (e con l’occasione vedere anche Duino). Avevo nella mia testa il ricordo di una città stupenda, molto nordica, spaziosa, vivibile, piena di cose da fare e da vedere. E nel cuore la memoria di qualcosa che mi era entrato dentro profondamente, forse per via del vento furioso che agitava il mare, o semplicemente perché mi ero riempita gli occhi di un orizzonte immenso.
In ogni caso, tornarci è stato un sogno. Il mare era placido stavolta, niente onde violente né freddo. C’erano un bel sole estivo e una piacevole brezza. Un paesaggio mozzafiato, un tramonto magnifico, le tracce di colui che porto nel cuore, e la voglia di restare semplicemente per sempre là.

Avere le idee così chiare, su ciò che si desidera e su ciò che si è…una sensazione che non provavo da tanto tempo. Ripercorrere le orme di Rilke ha risvegliato in me la certezza delle mie più profonde radici, e la vista del tramonto sul mare, mentre accanto avevo l’uomo che amo, mi ha dato anche la certezza di come voglio il mio futuro.
Devo imparare a prendermi quello che mi spetta.






































"Gli occhi della principessa bianca hanno dimenticato il mare, non guardano oltre la nera figura dello straniero che resta, al pari di lei, immoto. E il suono dei remi torna a farsi più sommesso e si perde nel frangersi pesante della risacca. La facciata del castello comincia ad estinguersi. Si sente che il sole affonda nel mare."
R. M. Rilke



"A noi resta forse un albero qualunque sul pendio, che ogni giorno rivediamo; ci resta la strada di ieri ed anche il deformato attaccamento ad un’abitudine, che è penetrata in noi, e rimase e non se ne andò."
R. M. Rilke

mercoledì 10 luglio 2013

Misto frutta

Fuggite, sciocchi! Un post che inizia senza neanche una foto può significare una sola cosa: logorrea inarrestabile. (No, non preoccupatevi, qualche foto poi ci scappa…)

Finalmente serata svacco e di conseguenza bisogno impellente di scrivere. Sto diventando un perfetto automa non-stop: lavorare, sistemare casa, cenare, lavorare per la ditta dopo cena, guardare forse un telefilm prima di crollare a letto. Stasera è solitudine, e solitudine vuol dire blog. In realtà vuol dire anche svogliatezza all’ennesima potenza e svacco epico.

Ho notato che quando sono da sola mi passa la voglia di mangiare. Oggi mi sono presa di proposito la cena già pronta, ma poi mi trovo lì, avvolta dalla pigrizia, incapace anche solo di andare ad aprire il frigo. Non so, mi mette tristezza mangiare da sola la sera.
Magari sarebbe l’unico modo di dimagrire…mh. Da quando son fuori casa ho messo su quei sei chiletti in più che ormai si sono affezionati e han costruito casa nelle zone più ambite, e chi se li toglie più? Ancora non capisco per quale scherzo cosmico sia potuto succedere tutto ciò. Quando ero una nerd assatanata che passava ore davanti ai giochi di ruolo ero anoressica, e adesso che ho una vita sono tutta ciccia e mozzarella. Va beh, misteri del mestruo, probabilmente.

E’ ancora una volta un periodo strano. Decisioni da prendere, tanta angoscia e preoccupazioni a non finire. Sono stanca, inconsolabilmente stanca, come un inquieto verso di Pessoa che non trova riposo alla deriva. Mi pongo piccoli obiettivi e cerco di pensare solo a quelli, ma la vita nel frattempo mi scivola dalle mani.
Questo weekend mi preoccupa. Mia madre ha deciso di “investire” su sua figlia i suoi risparmi. Mia madre è convinta che io sia ancora la ragazzina bionda che porta a casa sempre il massimo dei voti e che tutti le dicono essere brillante e piena di risorse. Mia madre ancora pensa che io possa fare tutto nella vita e renderla fiera di me. Ma c’è da dire che mia madre guarda Maria de Filippi e crede a quello che la tv le racconta. Forse non capirà mai che sono una fallita e che a neanche trent’anni ho già sbagliato molte più cose di quante ne abbia fatte giuste. Però in fin dei conti non mi dispiace lasciare che continui a credere alla versione favolistica delle cose.

Quel che stavo dicendo, però, è che mi ha finanziato l’acquisto dell’obiettivo dei miei sogni. Le ho detto che ho trovato un ingaggio per fare foto a delle serate particolari a partire da settembre, così ha pensato che forse sto davvero facendo sul serio, con questa “cosa della fotografia”.
E’ così cara nella sua ingenuità, che non può non fare tenerezza. “Vedi di farci qualcosa di buono” – mi ha detto. Per la mia felicità, poco ma sicuro. Per il mio futuro, ne dubito.

Fatto sta che l’obiettivo dei miei sogni mi sta aspettando. E mi sta aspettando proprio nel luogo dei miei sogni. No no no, volevo dire dei miei ex-sogni.
La solita ironia cosmica. E come faccio a convincere la gente che non mi conosce che tutta la mia vita è un puzzle di assurde coincidenze?
Dovrò tornare proprio lì dove ho sognato di vivere, lì dove la mattina aprivo la finestra e vedevo le montagne, lì dove respiravo aria di casa e sognavo di passare tutta la mia vita. Che effetto può fare tornare nei luoghi della memoria? Camminare sulle stesse strade senza essere più la stessa?

Vorrei lasciarli incontaminati i sogni che ho sepolto, e allo stesso tempo, invece, sento la necessità di dare nuovi significati alle cose. In questo caso, però, ho solo paura di passare troppo vicina alla voragine.
Cercherò di concentrarmi sulla felicità di raggiungere un “obiettivo” (in tutti i sensi) tanto ambito, e al diavolo la mia vena malinconica e nostalgica, che dall’oggi a domani ci si può svegliare sotto un cipresso, e allora chi me lo fa fare di imparanoiarmi tanto?

Pensiamo alle cose belle: obiettivo nuovo, concerto dei NIN a breve, tre settimane di vacanza da passare col mio uomo, squirrellini da accudire. Ah! Ecco, mica l’avevo scritto!
My love non smette mai di stupirmi (sul serio…che cazzo farei senza di lui nella mia esistenza?!) e per il compleanno, anche se in ritardo di qualche settimana, ha pensato bene di regalarmi proprio quello che fino al giorno prima mi aveva assolutamente vietato di prendere:…due meravigliosi scoiattolini giapponesi!
Cioè due cosetti batuffolosi che ti rallegrano le giornate, e che personalmente mi ricordano tanto la mia infanzia. Kami e Yuki sono ufficialmente il terzo e quarto coinquilino, dopo la tragica fine dei pesci.
Kim mi manca sempre più di ogni altra cosa, ma che ci posso fare? Prima o poi me la porto in Svezia e saluti a tutti.












“Hey you, big star
Tell me, when it’s over

Hey you, big mood
Guide me, to shelter
’cause I’m through
When the two
Hits the six
And it’s summer (cloud)










Come - shove it, shove it, shove it
Shove - shove it, shove it, shove it
The sun - shove it, shove it, shove it
Aside - shove it aside









I think God is moving it’s tongue
There’s no crowds in the streets, and no sun
(in my own summer)

The shade, is a tool
A device, a saviour
See I try, and look up
To the sky, but my eyes burn (cloud)








Come - shove it, shove it, shove it
Shove - shove it, shove it, shove it
The sun - shove it, shove it, shove it
Aside - shove it aside

Come - shove it, shove it, shove it
Shove - shove it, shove it, shove it
The sun - shove it, shove it, shove it
Aside - shove it aside







I think God is moving it’s tongue
There’s no crowds in the streets, and no sun

In my, own, summer

Come - shove it, shove it, shove it
Shove - shove it, shove it, shove it
The sun - shove it, shove it, shove it
Aside - shove it aside”