~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

lunedì 3 novembre 2014



Così presto tutto passa.
Niente si sa, tutto si immagina.
Circondati di rose, ama, bevi.
Il resto è niente.












giovedì 4 settembre 2014

Malte Laurids Brigge

"Ancora per poco posso scrivere…Ma verrà un giorno in cui la mia mano sarà lontana da me, e quando le ordinerò di scrivere, scriverà parole che non voglio. 
Arriverà il tempo dell’altra interpretazione, e non rimarrà più una parola sull’altra e ogni senso si dissolverà come nube e ricadrà come acqua.
Nonostante la paura, sono come uno che sta davanti a qualcosa di grande, e ricordo che un tempo mi succedeva spesso qualcosa di simile, prima che cominciassi a scrivere.
Ma questa volta sarò io ad essere scritto. Io sono l’impressione che si trasformerà.
Ah, manca un niente, e potrei capire, approvare tutto questo. Un passo soltanto e la mia profonda miseria diverrebbe beatitudine.
Ma non posso fare questo passo, sono caduto e non posso più rialzarmi, perché sono a pezzi."




"Guàrdati dalla luce, che rende più vuoto lo spazio.
Non girare la testa, che a volte un’ombra non s’alzi alle tue spalle, come il tuo despota.
Meglio se fossi rimasto al buio, forse, e il tuo cuore sconfinato avesse cercato d’essere il cuore greve dell’Indistinto." 

R. M. Rilke - I quaderni di Malte Laurids Brigge

Northern lands

La superficie grigia increspata oltre il finestrino del traghetto è l'ultimo brandello di nord che mi resta. La strada verso casa è ancora lunga, ma già mi preparo ad accettare la desolazione che comporterà il ritorno a una situazione che negli ultimi mesi è diventata semplicemente insostenibile. 

Ma lo faccio avendo gli occhi ricolmi del verde di terre antiche e selvagge, di cieli infiniti e costantemente mutevoli, di meraviglie indescrivibili, di persone stupende che ci hanno aiutato, ospitato, cibato. Di promesse, consigli, suggerimenti e una marea di informazioni più o meno precise che hanno bisogno di trasformarsi in una volontà chiara e perentoria. 

Ci vorrà il tempo che ci vorrà, ma niente ci impedirà di provare a realizzare un sogno o una disfatta. 
È il viaggio che conta, da qualche parte arriveremo.








''Era una specie di lancinante, dolorosa meraviglia. Ti senti una specie di consolazione, dentro, quasi una rivelazione, che ti spalanca l'anima, per così dire, ma contemporaneamente senti una specie di fitta, come la sensazione di una perdita irrimediabile, e definitiva. Una dolce catastrofe. Credo che c'entri il fatto di essere sempre fuori, in quei momenti lì, sei sempre lì che li guardi da fuori. 
È una cosa strana. Quando ti accade di vedere il posto dove saresti salvo, sei sempre lì che lo guardi da fuori. Non ci sei mai dentro. È il tuo posto, ma tu non ci sei mai.'' 

Baricco - City

 (with Thundermoder)


(with Jesper Strömblad)

mercoledì 6 agosto 2014

Far away



Vorrei scrivere così tante cose. Non c’è tempo, non c’è silenzio, non c’è pace.
Vorrei sapere perché io. Tra tutti perché io.
Succedono delle cose, alle volte, che sono come un sole accecante che si affaccia tra nuvole cariche di pioggia.
Dovrei credere di più in me stessa. Dovrei spaccare il mondo come pensavo di fare a vent’anni.
Sì, a vent’anni quando ascoltavo quest’album e non sapevo che un giorno l’avrei conosciuto, che un giorno lui mi avrebbe cercata, che un giorno mi avrebbe fatto sorridere come poche persone sanno fare.
Regalami altri sogni ogni giorno, perché ne ho bisogno adesso più che mai.

“Buy me a trip to the moon so I can laugh at my mistakes.
I can see the end from here, from this perspective it looks kind of silly.
Tell me there are greater things ahead.”



lunedì 23 giugno 2014

Il destino di una Volpe


"Perché la volpe è triste?" - chiese il Piccolo Principe 


"Perché l'hanno addomesticata e le hanno insegnato ad aspettare. Ma il rumore del vento nel grano le sussurra i nomi di coloro che ha amato e non sono più tornati."



mercoledì 11 giugno 2014

E' uno specchio questo mare



"Shoot me, bury me, hundred times, what difference does it make?


Wish I'd never be nothing more than breeze within your name,

never be the storm that built me flesh, and take me away from oblivion."




"È uno specchio, questo mare. Qui, nel suo ventre, ho visto me stesso. Ho visto davvero." 
A. Baricco - Oceano mare






"Questo, mi ha insegnato il ventre del mare. Che chi ha visto la verità rimarrà per sempre inconsolabile." 
A. Baricco - Oceano mare


"Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro."
A. Baricco - Oceano mare





Grattis på födelsedagen!!

mercoledì 4 giugno 2014

NIN Bologna

Me, I'm not - "Cazzo è già iniziato...muoviti!"
Copy of A - "Va beh dai, non si vede poi malissimo da qui dietro..."
The beginning of the end - "Ma sì, magari avanziamo un po'...giusto qualche metro..."
March of the pigs - "Fanculooooooo!!" *Sfondamento rabbioso fino alle prime file*
*Sudore e pogo selvaggio* ...Fuck yeah!
#ninbologna



"Do you know how far this has gone?
Just how damaged have I become?
When I think I can overcome, it runs even deeper...deeper.."

mercoledì 14 maggio 2014

Separated chambers of the human heart

Brucio ponti e coltivo fantasmi. Lo faccio compulsivamente: scappo, distruggo, rinasco.
Ma non con te.
Quando ti ho incontrata ho capito subito che era tutto troppo speciale, fuori da ogni regola, comprensibile soltanto a noi, e inattaccabile, impossibile da scalfire.
Ti ho voluto bene come se ti amassi eppure amore non era, per questo non sarebbe potuto finire: tu ci saresti stata sempre, ne ero sicura.

La voragine che mi scavo da quando vado per il mondo è diventata profonda, ma non avresti dovuto caderci anche tu.
Non lo accetto, non lo capisco, non me ne faccio una ragione.
Sei la mia stella del nord, l'unica persona con cui sono riuscita ad essere me stessa, l'unico cuore che ho sentito battere con la netta sensazione di capirne i sussurri.
Come l'abbiamo usata male la nostra eredità.

Ti ho sempre aspettata nei mesi in cui sparivi, assorbita dal tuo mondo...dai tuoi mondi, che prima o poi si frantumavano da qualche parte e di nuovo ti affannavi a crearne degli altri.
Non sono mai stata invadente, non sono mai stata una che pretende, non ho mai amato dover chiedere qualcosa. Aspettavo, soffrivo la tua mancanza, eppure sapevo che eri sempre con me.

Perché tu ci sei sempre stata. Sempre, come se tutto il "prima" non fosse poi così importante.
Non lo so dove ti sei persa stavolta, in quale buio o in quale illusione così brillante da doverla assolutamente seguire a discapito di tutto il resto. Quel che è certo è che ti ho persa e non ho neanche capito bene come quando o perché.

Non insisterò più per ritrovare il filo che ho perso, non ti imporrò qualcosa che non desideri facendo stupide richieste.
Ti ho scritto a cuore aperto e ho avuto una risposta così banale e indifferente da agghiacciarmi il cuore. 
Non so dove ho sbagliato e non te lo chiederò mai. Quel che è certo è che per me resterai sempre sangue del mio sangue.

E se potessi farti un'ultima confessione, una di quelle che sarei capace di fare solo a te, ti direi che sono una fallita, che ora lo so con certezza. Che non faccio altro che arrancare tra mille impegni senza riuscire a concludere niente e sentendomi sempre più sola.
La differenza rispetto a prima? Che adesso neanche le illusioni mi salvano più, perché è successa quella cosa che per tutta la vita ho temuto....ho smesso di crederci.


Nowhere in Time. Trailer.


C'è ancora la rugiada sull'erba e la campagna intorno è silenziosa. Il passaggio è rimasto aperto e stavolta non ci sono più segreti: avanziamo a passi decisi attraverso l'intreccio di rami tra i respiri affannosi per tutto il peso caricato in spalla, dritti fino al cortile dove la vista di "lei" si erge maestosa e inquietante proprio come ce la ricordavamo.
Mi guardo intorno ed è tutto esattamente come nelle mie memorie, soltanto il caldo è meno cocente rispetto a quell'agosto in cui l'ho vista per la prima volta.
Abbiamo da fare, c'è un set da montare, le riprese che ci aspettano saranno intensive e tutti si mettono all'opera.

Ma io mi fermo e la sento respirare. In cuor mio, silenziosamente, la saluto e le chiedo scusa per non aver resistito alla tentazione di tornare a disturbarla.

La mattinata passa veloce, le riprese del video vanno alla grande e io ho un sacco da fare. 
Quando il sole è alto a mezzogiorno il ritmo inizia a diminuire, e il vento sale dalla campagna soffiando verso di noi. Lo sento sussurrare tra le foglie e insinuarsi tra le rovine.
Tutto è morto lì dentro eppur tutto si muove.

Ascolto il bisbigliare dei fantasmi che non sono altro che vestigia di un glorioso passato, chiudo gli occhi e lascio che tutto mi attraversi. Sono in pace, sono vuota, sono in un limbo tra il passato e il presente in cui c'è soltanto lei: eterna.
L'aria è densa di presenze indefinite e persino i miei passi tra l'erba alta adesso sussurrano di rimando al vento.
Sono parte di qualcosa di stupendo che invece agli altri fa paura. Vogliono andarsene via in fretta appena tutto è finito.

Attraverso il portone accarezzando le rovine con lo sguardo ancora una volta, e la saluto con una promessa: tornerò soltanto un'altra volta, con la neve.


E questo è un assaggio dell'ultima fatica dei Cruenta.
Un po' ti ho pensato, mentre mi improvvisavo cameraman di un video horror. 
Percorro strade che non dovevano essere le mie.


martedì 29 aprile 2014

My Road Salt. New direction.


Sono cresciuta in campagna, in mezzo al verde e alla solitudine.
Sono cresciuta al suono del vento. Il vento lieve che accarezza i capelli, il vento caldo che asciuga le lacrime, il vento violento che scaraventa gli alberi contro le finestre, e il vento triste che sussurra la notte.
Sono cresciuta amando la pioggia, temendo i temporali, avendo grande rispetto e ammirazione nei confronti della potente natura.
Sono cresciuta con la consapevolezza di essere sempre in balia di qualcosa di più grande, qualcosa che non rendeva dissimile me o la mia famiglia dal cane che ululava nel campo, dal nibbio che volava alto nel cielo, dalla lepre che attraversava il giardino o dalla volpe che fuggiva dal pollaio quando scendeva la sera.
Sono cresciuta dando per scontato di vedere sempre l'orizzonte.
Sono cresciuta convinta che fosse normale poter osservare il cielo ogni volta che lo desiderassi, nel tentativo di decifrarne i colori.


Ho odiato la città, ho detestato i compromessi, ho graffiato ogni giorno contro le pareti della mia gabbia.

Nuovamente, accetto un altro compromesso. Ma c'è il verde, c'è il cielo, ci saranno altre migliaia di cose che mi mancheranno.
Non ci si libera mai dalle proprie radici.