~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

giovedì 22 settembre 2011

Shades of Blue






Ho la mia testa ma le mie idee si stanno districando
Non riesco a mantenere il controllo,
non riesco a seguire le tracce di dove stanno viaggiando.





Ho il mio cuore ma i miei sentimenti non sono buoni.
E tu sei l’unico che se ne rende conto.





Mi sono fatto avanti ma non so dove mi stai portando
Non dovrei andare ma mi stai torcendo, trascinando, scrollando.





Spegni il sole, sradichi le stelle dal cielo.
Più è quel che ti do e più muoio.





E ti voglio...
...E ti voglio

Tu sei la droga perfetta.
..la droga perfetta..
Tu sei la droga perfetta.





Mi rendi duro quando dentro sono morbido.
Vedo la verità anche quando sono accecato.





La freccia va dritta nel mio cuore.
Senza di te tutto semplicemente va in pezzi.





Il mio sangue vuole salutarti.
Le mie paure vogliono entrare dentro di te.





La mia anima ha così paura di rendersi conto
di quanto è poco il buono che è rimasto in me.





E ti voglio...
...E ti voglio

Tu sei la droga perfetta.
..la droga perfetta..
Tu sei la droga perfetta.





Portami...
..Con te..

Senza di te
(portami..)
Senza di te tutto semplicemente va in pezzi
(..con te)





Senza di te
(portami..)
Non è così divertente raccogliere i pezzi.
(..con te)

Senza di te.
Senza di te tutto semplicemente va in pezzi.
Senza di te.
Non è così divertente raccogliere i pezzi.

(Nine Inch Nails - The Perfect Drug)

martedì 20 settembre 2011

closer to god





So essere una stronza della peggior specie,
e so nasconderlo come fosse fuori modo.
So essere la bambina più lunatica che tu conosca,
e non hai mai incontrato nessuno che è negativo come lo sono io a volte.

Sono la donna più saggia che tu abbia mai incontrato.
Sono l’anima più gentile con la quale tu sia stato in contatto.
Ho il cuore più impavido che tu abbia mai visto.
E non hai mai incontrato nessuno che è positivo come lo sono io a volte.





Tu vedi tutto, vedi ogni parte di me.
Scorgi i miei lati luminosi e non temi quelli bui.
Scavi a fondo di qualsiasi cosa di cui mi vergogno,
non esiste nulla che tu non riesca ad affrontare.
E sei ancora qui.

Do la colpa a troppe cose prima che a me stessa.
La mia aggressività passiva può essere devastante.
Sono la donna più fantastica che tu abbia mai conosciuto,
e non hai mai incontrato nessuno così completo come posso esserlo io a volte.





Tu vedi tutto, vedi ogni parte.
Ciò a cui resisto permane, e urla più forte di quanto so fare io.
Ma a te non importa quanto in basso o in alto posso andare.
E sei sempre qui.

Sono la donna più strana che tu abbia mai conosciuto,
sono la donna più stupida che tu abbia mai conosciuto,
sono la donna più bella che tu abbia mai conosciuto,
e non hai mai incontrato nessuno che è tutto come lo sono io a volte.

(Parafrasando Alanis Morissette)

un’indigestione dell’anima




"All’improvviso, come se un destino chirurgo mi avesse operato per una cecità antica ottenendo un grande successo immediato, alzo la testa dalla mia vita anonima verso la chiara conoscenza del come esisto.
E vedo che tutto quanto ho fatto, tutto quanto ho pensato, tutto quanto sono stato, è una specie di inganno e di follia.





Mi stupisco di quello che non sono riuscito a vedere. Mi sorprendo di quanto sono stato accorgendomi che in fin dei conti non sono.
Guardo, come in una distesa al sole che rompe le nuvole, la mia vita passata; e mi accorgo, con uno stupore metafisico, di come tutti i miei gesti più sicuri, le mie idee più chiare e i miei propositi più logici non siano stati altro che un’ebbrezza congenita, una pazzia naturale, una grande ignoranza.
Non ho neppure recitato. Sono stato recitato. Non sono stato l’attore, ma i suoi gesti.





Tutto quanto ho fatto, ho pensato e sono stato, è una somma di subordinazioni, sia ad un ente falso che ho creduto mio perché ho agito partendo da lui, sia di un peso di circostanze che ho scambiato per l’aria che respiravo.
In questo momento del vedere, sono un solitario immediato che si riconosce esiliato nel luogo in cui si è sempre creduto cittadino. Nel più intimo di ciò che ho pensato non sono stato io.





Mi sovviene allora un terrore sarcastico della vita, uno sconforto che va oltre i limiti della mia individualità cosciente. So che sono stato errore e traviamento, che non ho mai vissuto, che sono esistito soltanto perché ho riempito tempo con coscienza e pensiero.





E la mia sensazione di me è quella di chi si sveglia dopo un sonno pieno di sogni reali, o quella di chi è liberato, grazie a un terremoto, dalla poca luce del carcere a cui si era abituato.





Mi pesa, mi pesa veramente, come una condanna a conoscere, questa nozione improvvisa della mia vera individualità, di quello che ha sempre viaggiato in modo sonnolento fra ciò che sente e ciò che vede.





E’ umano volere ciò di cui abbiamo necessità, ed è umano desiderare ciò che non ci è necessario ma che è per noi desiderabile. Il male consiste nel desiderare con uguale intensità ciò che è indispensabile e ciò che è desiderabile, soffrendo per non essere perfetti come se si soffrisse per la mancanza del pane. Il male romantico è questo: volere la luna come se esistesse il modo per ottenerla.





Mi stanca tutto, anche quello che non mi stanca. La mia allegria è dolorosa come il mio dolore. Tra la vita e me c’è un vetro sottile.





Per quanto io veda più nitidamente e comprenda la vita, non la posso toccare.
I miei sogni sono uno stupido rifugio, come un ombrello contro il fulmine. Per quanto tenti di imboscarmi, tutti i sentieri del mio sogno conducono alle radure dell’angoscia.





A volte mi succede, e quando accade è quasi all’improvviso, che nel bel mezzo delle mie sensazioni si manifesti una stanchezza della vita così terribile che non esiste neanche la minima ipotesi di azioni per dominarla.





Tutto muore in me, persino il sapere che posso sognare. Non sto bene in nessuna posizione. Tutte le cose morbide su cui mi adagio hanno spigoli per la mia anima.





Tutti gli sguardi, verso cui guardo, sono così scuri perchè batte su di loro questa luce impoverita del giorno che si lascia morire senza dolore."




Pessoa - Il libro dell’inquietudine

mercoledì 14 settembre 2011

certezze





"Siamo andati alla deriva nel mare della vita,
abbiamo navigato verso nuovo orizzonti, fuori dalla vista,
abbiamo perso la strada, perso le chiavi,
ma lo spirito è rimasto vivo e libero.





Adesso il destino ci ha riportato indietro,
siamo qui davanti ai tuoi occhi, sentiamo il tuo pianto,
ed è questo il motivo per cui stanotte noi tutti facciamo la storia
e di nuovo insieme vi chiamiamo.





Uniti resistiamo, divisi cadiamo,
il nostro destino è qui stanotte con tutti voi,
attraverso il vento ed il tuono siamo approdati alla vostra riva,
non ci siamo arresi, per cui aprite la porta.





Perché siamo uniti
e resistiamo uniti.

E’ bello guardare negli occhi un amico
e stringere la sua mano e ringraziarlo per gli anni
ed è bello vedervi tutti qui
e di nuovo insieme vi chiamiamo.





Uniti resistiamo, divisi cadiamo,
il nostro destino è qui stanotte con tutti voi,
attraverso il vento ed il tuono siamo approdati alla vostra riva,
non ci siamo arresi, per cui aprite la porta.





Uniti resistiamo, divisi cadiamo,
il sole splende per ognuno e per tutti,
il futuro è brillante e c’è speranza nell’aria
cantiamo insieme, insieme abbiamo cura."

(stratovarius – united)

***




La mente a volte si fa leggera e vola su ali di farfalla alla ricerca dei sogni, ma il cuore pesa sempre come un macigno, perché il cuore non dimentica mai.

E’ che spesso con lui ti senti libera e l’anima non ti pesa quasi più, ti accorgi che stai ballando ad occhi chiusi sulla fune, perché sai che se stai con lui non cadrai.

Ti viene voglia di ridere…di ridere davvero, e di svegliarti una volta per tutte dall’incubo della tua vita.

perdere la fiducia è un delitto



there is no return

no words to explain

there is no one to blame

there is no one else to blame but me






"To hear a thousand screams
to drown inside my dreams
everytime i close my eyes
i see your shape within

to find and lose again
to stray in the dark
to let my heart explode
I can’t let go


shades of blue
swallowed you
now i am sinking as you were
my voice was mute
as i called you
you left my heart empty

to touch the clouds
to feel warmth again
your aura still paints
the sky and unveils
your beauty

shades of blue
swallowed you
now i am sinking as you were
my voice was mute
as i called you
you left my heart empty.
"



Cocci sopra cocci.
Ma almeno ho ancora qualcosa sotto i piedi.

martedì 13 settembre 2011

Nursery Rhyme




Noi, in questo soffiare del tempo
perdiamo i nostri sogni come gli alberi danno le loro foglie alla terra
senza più poesie da lamentare
siamo ancora qui senza riparo alcuno.





Non trovando ombra che ci protegga dalla furia del sole
Non riuscendo a sciogliere l’oscuro ghiaccio della notte.
Solo correre veloci in vano e poi correre ancora.





Noi, senza tramonti in vista
affrontiamo insieme il tempo che passa
Senza più poesie da recitare
Siamo ancora svegli in quest’incubo cercando di trovare le rime.





Un triste ruscello scorre giù dalle stelle
attraversando i miei sogni, raggiungendo il mio cuore.
In questo ruscello trovo il mio paradiso
Il suono e’ profondo nella notte
dove i lupi ululano al loro chiaro di luna
E in quest’oscurità e’ dolce perdere la via.





Non c’e’ tempo per baciare il mio addio,
tocco il tuo viso per l’ultima volta,
lascio questi giardini del dolore.
Per sempre.

Dammi un motivo per rimanere, te ne darò mille per andar via.
Cerchiamo insieme un posto migliore.

* * *




Ehi tu creatura venuta dalla notte
Perché sento il bisogno di perdermi nelle profondità dei tuoi occhi?
E’ lo stesso motivo per cui il tuo viso narra di un pianto?





O sono semplicemente le nostre braccia desiderose di intrecciarsi?
Dimmi cos’e’ che divide le nostre labbra dal così bramato interminabile bacio?
Cos’e’ questa miseria che unisce il tuo cielo piovoso al mio?

Riesci a sentire il mio grido?
Riesci a sentire il mio grido da dentro di me?





* * *

Ho visto i tuoi sogni ad occhi aperti frantumarsi in infinti fiocchi di neve
Erano lucenti come stelle, e ogn’uno di loro era un magico sogno che si avverava





* * *

Cavalca di nuovo quelle note e tutta quella sabbia
Troverai la stessa voglia di spiegare le nostre ali su di questa terra disarmonica.

Il mare continua ad infrangersi su quella sabbia
E nessuna stella brilla più sulla mia mano.





Stesso desiderio, stesso oro, stessi campi di rosso sognante
Stesso cielo scuro di nubi disperate sopra i nostri capi appassiti.



(Novembre)

mercoledì 7 settembre 2011

acrobazie




"Non avevo altra scelta che ascoltarti,
hai esposto le tue ragioni così tante volte..
ci ho pensato su.

Mi tratti come fossi una principessa
non sono abituata a farmelo piacere.
Mi chiedi com’è andata la giornata.

Mi hai già conquistata, nonostante la mia resistenza.
E non ti allarmare se cado, con un salto mortale.
Non sorprenderti se ti amo per tutto ciò che sei..
non posso farne a meno.
E’ tutta colpa tua.





Il tuo amore è denso e mi ha inghiottita per intero.
Sei molto più coraggioso di quanto mi aspettavo,
non sono parole senza convinzione.

Mi hai già conquistata, nonostante la mia resistenza.
E non ti allarmare se cado, con un salto mortale.
Non sorprenderti se ti amo per tutto ciò che sei
Non posso farne a meno.
E’ tutta colpa tua.

Sei portatore di cose incondizionate
trattieni il fiato e tieni la porta per me.
Grazie per la tua pazienza.





Sei il miglior ascoltatore che abbia mai conosciuto
Sei il mio migliore amico…migliore amico con vantaggi.
Perché mi ci è voluto tanto?

Non avevo mai provato un tale benessere prima.
Non ho mai voluto niente di razionale.
Ne sono consapevole ora.
Ne sono consapevole ora."

(Alanis Morissette - Head over feet)






Ho sempre pensato di sapere chi fossi…Ora ho bisogno di sapere chi sono.

Non voglio più fare la vittima, non voglio più chiedermi se per te sono degna. Sono stanca di sentirmi fiera e vuota, di consumare lacrime in rigagnoli d’orgoglio stantio.

Prima di conoscerti ero piena di illusioni da usare come scudi. Mi piaceva perdermi in giardini d’infanzia, in vicoli soleggiati senza pretese di realtà.
E’ la vita che mi delude, non sei tu.

Tutte le illusioni travestite da benefattrici, tutte le attese nutrite di aspettative sbagliate, tornano indietro per prendermi a schiaffi, e ho quella sensazione di non capirne il motivo ma di sapere perfettamente che è meritato, dovuto.





Voglio cambiare senza una vera convinzione. Voglio aggiustare le crepe e unire le estremità che non combaciano.
Ma ogni cosa si complica e segue sentieri che non governo, tanto che alla fine rimango a giocare coi miei propositi falliti tra le dita, chiedendomi se almeno il caso ha seminato brandelli di felicità nelle fessure dei miei sbagli.





Ti guardo e ti vedo come un gigante, il guardiano di tutte le chiavi che nella mia vita ho fabbricato.
Diverso da tutto ciò che concepisco eppure affine, così accondiscendente e proteso verso di me.
Sei un dio che pervade ogni cosa che tocca, e come un angelo rinnegato io sono quello in grado di distruggerla.





Ma sto imparando a leggere nei tuoi occhi, e non ho timore delle bugie quando capisco quel che stai pensando. Soffro ogni momento che mi lasci sola e siedo accanto alla volpe nel campo di grano, lasciando che il vento mi solletichi il manto con carezze avide e lenitive.

Hai addomesticato il lupo che è dentro di me, hai ammaliato la volpe e le hai insegnato che nulla è scontato, nemmeno i lieto fine delle storie per bambini.





Ogni notte mi reclama la luna distante, mi tenta col richiamo della sua solitudine, ma finché seguo i tuoi passi e ti lascio condurmi per mano, comprendo che la mia natura è la tua, che quel brivido lungo la schiena che mi fa ululare sei tu.





“C’è a pelo dell’acqua
una vibrazione,
c’è una vaga pena
dentro il mio cuore.

Non è perché la brezza
o quel che si voglia
muova questa indecisa
vibrazione che oscilla,

né è perché io senta
un dolore qualsiasi.
La mia anima è indistinta,
non sa ciò che vuole.

E’ un dolore sereno,
soffre perché vede.
Provo tanta pena!
Sapessi io di che…”

F. Pessoa

sabato 3 settembre 2011

La verita’ non e’ cio’ che e’ dimostrabile

ma cio’ che e’ ineluttabile.




***

“Tutto ciò di cui avevo bisogno
si intrecciò nel trovarti un giorno.
Ti porterei via lontano,
al rifugio dei sognatori,
dove risanare le cicatrici
e cambiare le stelle.”



***


Colui che è perso nel labirinto impara a sue spese che la libertà non consiste tanto nel trovare l’uscita, quanto nel percorrere la strada che si snoda tra infiniti svincoli pregni di valore.

Ma non saprei dire se è più grande la grazia di questo dono o la maledizione di sentirmi tanto fragile e in balia di sentimenti che non controllo appieno. I dubbi più sciocchi mi assalgono e si alzano imponenti sopra il mio capo, nutriti di paure che non ho motivo di provare.

Oscillo tra baci che sanno di pioggia ed abbracci che mi fanno dimenticare la terra che mi manca sotto i piedi, ma sono costretta a ricordare che anche i giorni più belli finiscono sempre con lo stesso tramonto.

Il sogno incantato svanisce e riemergo dalle profondità di quell’abisso che chiamiamo paradiso, per ritrovarmi a terra ad annaspare alla ricerca dell’aria che mi manca e mi fa soffocare senza di lui.





E’ strano come a volte si realizzi qualcosa di tremendamente importante nella spietatezza di un attimo banale, e quasi insignificante, se inserito nel complessivo scorrere del tempo.

Come quando da bambino capisci che la neve è una poesia candidamente divina ma in grado di uccidere col suo gelo, o che un uccello caduto dal nido non potrà più volare.

Come quando cresci e comprendi che l’innocenza si rompe col passare del tempo, che siamo diversi dietro gli occhi degli altri e non c’è bisogno di nasconderlo.

Come quando un adesivo si stacca o un’immagine che non hai voluto ti si imprime nel cuore continuando a fare male.


***

“Ricamo delle stelle, spoglia i miei sentimenti per questa terra, mandami il tuo unguento per lenire le mie cicatrici, e lascia che questa nudità sia la mia nascita.”

***


A volte mi chiedo se ci sia ancora una raminga col cuore infranto e le mani insanguinate che vaga senza meta, perennemente schiava di quell’ardore distruttivo che la caratterizzava. Mi chiedo se rimanga qualcosa dell’inverno sepolto sotto troppa neve, o se ci sia almeno una stella che ancora ricordi come le notti potessero esser fredde e desolate su quel sentiero perduto.

O forse ci sono due folli amanti sotto la luna argentata, in qualche posto dove le stelle sono a portata di mano, uniti per attendere l’alba l’uno tra le braccia dell’altro. Ma ogni sussurro che unisce i loro respiri è troppo fragile per poter realmente esistere. Sono solo sospiri di effimera bellezza dimenticata, calpestata dalla spietatezza di bugie vestite a festa.

Magari, semplicemente, troppe albe si sono succedute cancellando anche i più tenaci residui di sogni, e quel che deve sparire per sempre finisce relegato in un remoto angolo di fantasia.





Tutto ciò che poteva essere non è stato.

Tutto ciò che rimane è il bisogno di un perdono.

Tutte le lapidi in fila sono decorate tanto di allori di trionfo quanto di vessilli di fallimento, ma nessuna è insignificante, e nessuna sarà mai dimenticata.


Il labirinto mi allontana da tutto questo e mi complica la via, sia che io tenti di avanzare, sia che mi perda a guardarmi indietro.

Ma sotto i miei passi tutto resta, sedimenta, esiste.