~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

mercoledì 10 giugno 2015

Second Love. The end of my Remedy Lane.



Dare voce a qualcosa che ha un profondo significato è sempre un'arma a doppio taglio. 
Forse sono stata ambiziosa: ri-arrangiare i POS per voce e basso (e che bassista!!), voler sfidare la voce che più amo (Daniel), provare ad esternare emozioni che in fin dei conti sono significative solo per me.
Ma è andata alla grande, molto meglio di quanto sperassi. 

Ed è stato meraviglioso poterlo fare con te: la prova più grande che il secondo amore esiste, ed è ancora più immenso.









giovedì 14 maggio 2015

Tears of Time

Che titolo stupendo. Eppure non è un titolo, è un nome, che riaffiora dalla memoria solo adesso, senza una precisa connessione con la sua origine. 
A dire il vero questo post volevo chiamarlo "sleeping with ghosts" ma sono così prevedibile che ovviamente l'avevo già usato. Qualche anno fa, in una qualche altra notte insonne.

E' arrivato il caldo, umido e denso. La notte non è così pressante, ma la temperatura a cui ancora stento ad abituarmi grida a gran voce l'avvento dell'estate ed amplifica tutti gli odori, compreso quello del profumo scadente del campioncino che ho provato oggi sul polso. Mi infastidisce la prepotenza con cui cancella tutto il resto e monopolizza il mio olfatto. I ricordi talvolta hanno bisogno di riaffiorare con il loro odore.


Bella foto eh? Se ancora non si fosse capito che sono fissata con i ricordi, le ricorrenze, l'eterno ritorno. 
Niente si crea o si distrugge ma tutto si trasforma? Oh no, io creo e distruggo da quando ho vita, ma niente si trasforma. Tutto torna esattamente uguale a sé stesso. Gli do nuove forme, gioco con i colori, cambio i nomi, ma non posso prendere in giro me stessa.

La mia vita si ripete, i miei errori si ripetono. Non ho mai avuto veramente intenzione di cambiare, ho soltanto provveduto a seppellire le mie sembianze precedenti in compagnia dei residui di innocenza perduta e dei frantumi di ricordi, miei e altrui.

A volte penso che mi manca da morire la prima versione di me, quella che ancora non conosceva i deja vu, quella che vedeva il mondo con l'incanto negli occhi. Lei è definitivamente morta, riposa sotto la neve e Wilde le ha scritto una poesia.

La più stronza è Aurin, perchè lei è cazzuta: non ha paura di fuggire e di lasciare terra bruciata dietro di sé. Mi parla spesso ultimamente, ma io sono così stanca che non ho voglia di ascoltarla.

Più gli anni passano e più i ricordi sono pesanti come macigni che rimangono soffocati in gola. Nessuno più li conosce se non io, ma la mia mente è labile. A nessuno interessa chi io fossi, nessuno sa chi io sia. 
Persino i posti cambiano, ripercorro i luoghi dei miei ricordi più intensi e li trovo cambiati. E allora la mia mente vacilla perchè non ha più appigli, perchè i ricordi in tal modo assomiglieranno sempre più a degli insulsi vaneggiamenti falsati dalla mia lunatica memoria.

Quando per caso riesco a trovare uno di quei posti ancora invariato cerco di rubargli tutta la sua magia. Respiro a fondo e chiudo gli occhi così forte da annullare il tempo. I miei fantasmi mi danzano intorno, solo per qualche istante, e poi la realtà schiacciante torna ad invadermi gli occhi e ad annebbiare i ricordi. Non sono più in grado di vedere come vedeva lei. Ogni cosa per me adesso è stratificata. Tutto ritorna, mi ossessiona, perde di significato nel suo ripetersi.

Ho quasi trentun'anni e mai avrei immaginato di essere così. Ho una casa che mi piace, in affitto, ho sempre lavorato adattandomi a qualsiasi cosa e tutt'ora riesco a mantenermi, i miei hobbies vanno alla grande, la mia vita di coppia è consunta come quella di tutte le coppie che abbiano convissuto per troppi anni. No, non ho detto che non sono innamorata, sono solo terrorizzata da come tutto diviene scontato e privo di profondità con il passare del tempo.
Aurin vive di sogni e di emozioni forti, di poesia e di favole, di gesti estremi, di amori folli e sconsiderati. Aurin sta soffocando.

Domani parto per la Svezia, dovrei dormire. La verità è che sono sull'orlo del precipizio e non so a chi chiedere aiuto. Non c'è nessuno che possa davvero aiutarmi. 
Only. 

"I'm becoming less defined as days go by
Fading away
And well you might say
I'm losing focus
Kinda drifting into the abstract in terms of how I see myself

Sometimes I think I can see right through myself
Sometimes I can see right through myself.."



lunedì 16 marzo 2015

Road to extinction



Extinct, gone forever. Irretrievably gone.

Extinction. Comes from the latin to extinguish. 

To abolish, to destroy. To put out as a flame.

A deeper darkness stripped of the possibility of a return to light.

A death-dealing darkness made more desolate, more outrageous by its permanence.

How much worse, how much outrageous, then, to bring on a darkness like this by an act of will.


The future is dark, but it's all that we've got.











...and Angels fall first.



Ghosts of the Midwinter Fires

Quando il vento soffia feroce, Lei urla più forte...



Scalcia prepotente dentro la mia anima, squarcia la ragione e ottenebra la mente. 
E' quella parte di me che ulula nelle notti di luna piena o nel buio di un cielo stellato, è la creatura che corre a quattro zampe, è l'alter ego a cui ho dato il nome di un ciondolo magico: Aurin.

E' tutto ciò di selvaggio e di più vero che mi porto dentro, la somma dei miei fantasmi e della mia forza nel sostenerli.

Quante volte ho provato a relegarla nella camera segreta della mia fantasia, ma lei urla e si agita e sbatte le porte delle mie stupide censure. 

Vuole correre, libera, cavalcare il vento, ferirsi il viso con i rami nel bosco. 
Aurin è la forza più grande che ho dentro di me, ma è indomabile, imprevedibile, e così follemente attirata dalla voragine che circonda la fune su cui costantemente avanzo.

In una notte come questa, buia e agitata da un vento feroce, le sue urla mi perforano la mente.
La sua intransigenza mi tenta, la sua voce che mi chiama e mi invita a fuggire è soave come il canto della più infame sirena.

Fuggi Aurin, fuggi davanti a chi non ti merita, a chi ti ha tradita, a chi non ha saputo essere come desideravi, a chi ti vuole prosciugare, usare, a chi pretende di conoscerti, a chi ti ossessiona, a chi ti tormenta rubandoti la forza della tua primordiale e istintiva sopravvivenza.

Quanto è dolce l'idea della fuga da tutto il fango che ti circonda, dagli inetti, dai deboli, dalle menzogne dell'ipocrisia.

Hai sempre creduto di essere speciale, di essere forte, di essere intelligente. A cosa ti è servito? Sprofondi lentamente verso il baratro e tutti gli sforzi che ti ostini a compiere risultano vani.

Ringhia allora, e grida, e scalpita e lacera con i tuoi artigli. 

Sono una guerriera, lo sono ogni fottuto giorno della mia vita.
E sono anche una perdente, ma conservo la mia purezza.

Corri al mio fianco Mantodivolpe, ho bisogno di te più che mai. 



"I thought I'd seen hell
Thought I knew it all
Now I know too well
Hell is to wake up
But it makes all the difference

Tasting the tears in my mouth
Taking the weight on my shoulders
The hours and days of your life
Don't necessarily make you older

I'm sick of running away
Along these bloody streets
I'm sick of predators and prey
Of being everybody's end!

I've washed my hands of your blood
Thought it would leave me clean
But with time on my hands
It turned to mud forming this crust of sin

Now - to be truly free
I'll let it come to me
So -break me if you must
When you break this crust
Freedom is to see

Hear this voice, see this man
Standing before you I'm just a child
Just a man learning to yield

I hate these hands soaked in blood
I hate what these eyes have seen
Up to my knees in filth and mud
How it hurts to become clean

I was always on my mind
But never on my side
Run - but if you run away
You'll always have to hide
So if you need to run
Run for help!"

Pain of Salvation - Reconciliation



martedì 30 dicembre 2014

Winter Christmas time


"Archaic pearls of sleep and death

the voice of December losing its breath

and the floweryard of whit and grey is haunted.

White as the down of flaking snow, the heroic emblems of life."





















sabato 13 dicembre 2014

Primavera alla deriva


Abbiamo avuto una stupenda primavera,
dipinta a pennellate rapide e colorate su tele effimere,
sottili come ali di farfalla nella brezza di marzo.
E’ stata una primavera di una durata straordinaria,
così lunga che abbiamo voluto crederla eterna,
piena di sementi pronte a sbocciare per creare nuova vita.
E’ stata la nostra giovinezza, la terra di nessuno
su cui costruire nuovi mondi per trovarvi rifugio negli anni a venire.

Poi il vento impetuoso, quello che ci ha travolti nei tiepidi pomeriggi,
cullandoci immersi in oceani fioriti,
ha lasciato posto all’arsura e alla terra incandescente.
La nostra estate è arrivata molto tempo dopo,
ed è stata folle e rovente.
Ci ha prosciugati e abbandonati sotto un sole violento
a cercare di starci addosso anche quando faceva male.
La nostra giovinezza era già svanita,
ma l’estate bruciava nelle ossa e alimentava quella fiamma
che volevamo chiamare soltanto nostra.

Sarebbe dovuto arrivare l’autunno prima o poi,
dovevamo saperlo.
Ma ci sforzavamo di cercare il colore del grano nell’oro delle foglie cadute,
e la soffice brezza primaverile nel vento che s’alzava dalla terra;
quel vento che adesso abbracciava la polvere sporca,
e ci turbinava attorno, scoperchiando i fragili tetti del nostro rifugio.
Come scoiattoli operosi avevamo messo via ricordi
ed emozioni nei momenti felici, per poterli inseguire
ora che la decadenza dell’autunno sbiadiva tutte le cose.
Forse non ci siamo mai accorti che il sole non scaldava più la pelle,
e che dietro la corteccia spessa il verde marciva.
Non eravamo ancora pronti a lasciarci sfuggire la giovinezza.

Quando è giunto l’inverno avevamo già dato fondo
a buona parte delle nostre provviste.
I cristalli di gelo, splendidi come diamanti e feroci come demoni,
ci hanno sorpresi alle spalle.
Noi ancora volgevamo lo sguardo indietro, ai momenti più dolci,
incapaci di accettare il lento deperire
che già in quella lontana primavera germogliava,
non per vivere, ma per iniziare a morire.
Alla prima leggera spolverata di neve ci siamo stretti più forte,
ma il freddo ci ha indurito il cuore
fino a impedirci di continuare anche solo a sfiorarci.
Il nostro inverno è avanzato lento e inesorabile,
mentre attraverso bufere e tormente ancora ci cercavamo,
incapaci di accettare il suo spietato volere.

Il nostro inverno era vestito di primavera quando ci ha consumati.
Ci ha resi orfani di quella favola
che avrebbe dovuto difenderci per sempre.