La primavera che forse arriva, ma tanto ogni giorno sembra di morire un po’.
Il sangue che forma una spessa crosta di colpa sulle mani, le macchie scure sul cuore. L’innocenza di ciò che era puro non ritorna.
<<Ricordi il giorno in cui hai trovato una volpe? Aveva perso la via delle favole e smarrito il significato della fiducia. Nessuno le aveva insegnato cosa fare se il principe l’avesse abbandonata.>>
Tempo su tempo passato ad aspettare.
Aspettare.
Sempre aspettare.
Una volpe addomesticata da un principe bastardo.
Perché accontentarsi di un grano che non fa nemmeno sorridere quando si possono avere le stelle?
- Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. -
Non voglio più fare la volpe. Voglio i sonagli che ridono, milioni di sonagli.
Se vuoi salvarmi devi osare l’impossibile, devi oltrepassare il mio terrore della dipendenza, devi regalarmi nuovamente il colore del grano, la forma di un desiderio.
- Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi.
Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:
il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. -
***
Addomesticare è una faccenda fin troppo delicata, ma tu hai voluto tentare lo stesso.
Grazie a te non ho più avuto paura di quell’ombra di volpe che mi trotterellava alle spalle, e quando ho sentito di nuovo il sole caldo accarezzarmi il dorso, ho compreso che dopo aver riconquistato i miei desideri non avevo più soltanto campi di grano, ma anche prati fioriti e germogli di una primavera nuova.
“Così la volpe iniziò ad amare il rumore del vento nel grano, e a sorridere lasciandosi solleticare dalla consapevolezza del tempo perduto per le cose importanti.
Così la volpe capì quel che le era sempre sfuggito, anche se sapeva tutto sull’addomesticare, anche se aveva avuto principi di ogni sorta.
L’essenziale è invisibile agli occhi, ma lì dove si ripone il cuore c’è un giardino stellato che nessuno potrà mai calpestare.”
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