Ricorrenze.
~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~
"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."
Original Blog -> Nepenthe
* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph
"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
~ REMEDY LANE ~
- We’re going nowhere...All the way to nowhere –
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."
F. R.
mercoledì 8 marzo 2017
Anesthesia
Ricorrenze.
domenica 21 agosto 2016
There is no one to blame...
“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran." (Baricco)
My story to tell.
mercoledì 27 luglio 2016
What the soul hides...
martedì 30 dicembre 2014
Winter Christmas time
sabato 5 ottobre 2013
The fox's den
martedì 12 febbraio 2013
Stars shall fall
mi lasci penetrarti, mi lasci complicarti .
Aiutami, ho distrutto il mio interno,
aiutami, non ho un’anima da vendere .
Aiutami a fare l’unica cosa che funzioni per me,
aiutami a fuggire da me stesso.
Voglio fotterti come un animale,
voglio sentirti dall’interno,
voglio fotterti come un animale,
la mia intera esistenza è danneggiata.
Tu mi avvicini a dio.
Puoi avere il mio isolamento,
puoi avere l’odio che esso porta.
Puoi avere la mia assenza di fede,
puoi avere tutto ciò che è mio.
Aiutami a distruggere la mia ragione,
aiutami, sento il tuo odore.
Aiutami, tu mi fai perfetto,
aiutami ad essere qualcun altro.
Voglio fotterti come un animale,
voglio sentirti dall’interno.
Voglio fotterti come un animale,
la mia intera esistenza è danneggiata.
Tu mi avvicini a dio.
Attraverso ogni foresta, sopra gli alberi,
nel mio stomaco, sbucciandomi le ginocchia,
bevo il miele dentro il tuo alveare.
Sei la ragione per cui resto vivo.”
Ricorrenze.
Un visionario con un cappio intorno al collo.
Neve che diventa funambola per amore dell’equilibrio.
Il sole che arde negli occhi e rende ciechi.
Troppe stelle rimaste senza nome.
Una volpe, che impara quant’è terribile essere addomesticati.
- I think you own me a great big apology -
venerdì 1 febbraio 2013
Sale
L’ho fatta mia e lei mi ha fatto suo.
Ho visto ogni ponte e ogni incrocio,
ora mi siedo qui, sull’asfalto.
Sale sul mio viso, sale sotto i miei stivali
Questa strada è fatta di sale, che si attacca sulle mie ferite.
Un uomo un tempo re ora siede, un fallimento
Quest’uomo che ora siede è fatto di sale.
(D. Gildenlow)

Cerco la solitudine nell’inchiostro, provo ad immaginare come si fa a sentire con il pensiero, mentre sfioro con le dita protese gli angoli bui delle pareti.
C’è una luce bianca e fredda da qualche parte all’orizzonte dei miei desideri che si trova sempre a nord. E un alito di vento gelido che spira da finestre che ho chiuso tempo fa.
C’è la solitudine più perfetta nell’inchiostro, quella cercata, voluta. C’è l’essenza più pura del solitario, quello che la gente rifugge perché non comprende. Il solitario che ha imparato ad indossare la maschera giusta davanti agli altri per non far loro paura, per essere limitato e di conseguenza accettato.
Quel solitario che per Rilke è un santo, ma non è altro che un gioco a perdere in cui il miserabile sublima la sua sofferenza chiamandola benedizione.
E’ violento l’inchiostro. Si fa scuro come le ombre che sussurrano alle spalle, e dolce come vino in cui annegare i ricordi.
La vita rende sempre tutto più banale.
Il cuore pulsa con un ritmo tutto suo, che la mente amplifica e fa divenire sinfonia. Le parole tradiscono sempre.
Quando uno ha un sogno non dovrebbe parlarne mai, perché non esistono nomi per i colori dei sogni.
Quanto tempo buttato in passatempi senza utilità? Una volta ho imparato a guardare le stelle al freddo. La mia vita non è mai più stata la stessa.
L’innocenza perduta non torna, i fantasmi mi camminano al fianco ed il sole non è mai caldo abbastanza. Grido al mondo che mi deve delle risposte, ma più cerco il dialogo e più le parole mi sembrano insignificanti.
Vorrei avere ancora voglia di fare acrobazie senza paura di cadere, vorrei le stelle che ridono come sonagli, vorrei la poesia nella mia vita, tutti i colori dell’arcobaleno negli occhi di chi amo, vorrei l’imprevedibilità dei sogni appesi a bolle di sapone, vorrei che niente fosse scontato.
Sono viva, ogni giorno, solo un po’ meno di prima.
E tutto questo sale sulla mia strada sta consumando la pelle, scavando le ossa.
La musica lenisce le ferite, urla nella mia testa che sono viva. Ma io non ho scopi, non ho desideri.
Ho solo ricordi.
“Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti”. E la mente è un’infinita pianura di lapidi.

martedì 11 dicembre 2012
E sento...
sono sogni differenti.

“Are you in or are you out?
The words are stones in my mouth
Hush little baby don’t you cry
Truth comes down
Strikes me in the eye

Turning season within
Brand new nails across my skin
But who am I to imply
That I was found
That I found you in the white

To overcome this
I become one with
The quiet cold of late November
If you don’t see
I’ll remain unseen
Until there’s time to be remembered

So I had a green light
I was lost in city lights
Not so far from a try
This is not our last goodbye

So I found you
Found a way all through
The quiet cold of inner darkness
And now that you’re here
It becomes so clear
I have waited for you always”
(Katatonia - In The White)

“E quando mi parlerà di un cielo scuro,
di un paesaggio bianco,
ricorderò stelle che non ho visto,
che lui guardava,
e neve che nevicava nel suo cielo.”
lunedì 10 dicembre 2012
Quello che non c'è

“questo è un periodo in cui è sicuramente difficile trovare dei punti di riferimento: questa canzone parla di quello che non c’è.”
- M.Agnelli -
Non ho avuto nemmeno il tempo per godermela un po’. L’ho guardata scendere piano mentre io correvo al lavoro, ed ho invidiato il suo candore, la sua serenità, la sua capacità di fermare il tempo e imprigionarlo in attimi magici come bolle di cristallo.
La notte l’ho immaginata ricoprire tutto, come in una favola del nord che nessuno racconta più, ma quando la mattina ho aperto la finestra la magia stava già svanendo.
Quest’anno la neve ha solo reso più tagliente il pensiero di tutto ciò che mi manca.
Attraverso il candore del bianco che acceca vorrei ancora ritrovare il freddo e le stelle che ho perduto, quella sensazione di essere funambola senza timore, e quella voglia di vivere i miei sogni che mi ha portata a infrangere ogni regola pur di trovare “quello che non c’è”.
Dormo sonni irrequieti e non riesco a liberarmi dei pensieri contingenti. Vivo di corsa e mi lascio sfuggire centinaia di cose importanti. Il tempo mi scivola addosso e io non afferro che briciole.
Tutti mi parlano di ottimizzare i tempi, ma a quale scopo? Se il tempo non mi lascia spiragli di vita, di vita vera, allora cosa resta che valga la pena di essere “ottimizzato”?
Mentre lavoro osservo la gente che si gode le feste, che sorride camminando per strada, che non ha fretta, che non ha nemmeno rispetto per te che stai chiudendo dopo una giornata di lavoro e ti fermi lì di più solo per soddisfare il capriccio di qualcun altro.
Vorrei avere distese di neve, e laghi senza orizzonte, e foreste e stelle che siano soltanto mie. Vorrei avere freddo, un freddo insopportabile: un freddo che sopporterei se fossi dove desidero essere.
Vorrei la mia pistola per sparare a quello che non c’è, come un bambino che sconfigge i mostri nell’armadio, come Malte che scopre l’indicibile sotto la sua scrivania.
C’era un tempo in cui credevo a quello che non c’era, mi ero convinta che semplicemente non ci fosse per tutti gli altri. Un tempo c’erano le favole, i sogni, gli attimi spesi per cose inutili che diventavano così preziosi.
Ho perso il gusto, ho perso i sogni. La razionalità e le necessità quotidiane mi schiacciano. Eppure credo ancora di poter camminare dritta sull’acqua, o alta sulla mia fune. Cammino su quello che non c’è e ripenso a tutte le volte che ho creduto di trovare una nuova alba, nuove speranze, nuovi sogni.
“La chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c’è..”
Provo a disobbedire alla realtà e ad alzare il naso verso le stelle per camminare ancora dritta sulla fune. Desidero così tanto cambiare senza tuttavia far nulla per riuscirci. E forse è proprio per questo che continuo a cadere sana e salva.
Penso a quello che c’è, alla mia alba fatta di una meraviglia semplice, di pochi momenti felici, di sorrisi ed abbracci che riescono a farmi dimenticare talvolta tutto quello che non c’è.
Tutto quello che mai ci sarà.

“Ho questa foto di pura gioia
è di un bambino con la sua pistola
che spara dritto davanti a se
a quello che non c’è
Ho perso il gusto, non ha sapore
quest’alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull’acqua e
su quello che non c’è

Arriva l’alba o forse no
A volte ciò che sembra alba non è
Ma so che so camminare dritto sull’acqua e
su quello che non c’è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in sè
a quello che non c’è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
quello che non c’è

Curo le foglie, saranno forti
se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
su quello che non c’è
Ed ecco arriva l’alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da sè, fottendomi da me
Per quello che non c’è..”

lunedì 20 agosto 2012
strada facendo troverai...

"Goodbye love
Didn’t know what time it was the lights were low oh how
I leaned back on my radio oh oh

Some cat was layin down some rock n roll lotta soul, he said
Then the loud sound did seem to fade a ade
Came back like a slow voice on a wave of phase ha hase
That werent no d.j. that was hazy cosmic jive

There’s a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds

There’s a starman waiting in the sky
Hes told us not to blow it
Cause he knows it’s all worthwhile

He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie

I had to phone someone so I picked on you ho ho
Hey, that’s far out so you heard him too! o o
Switch on the tv we may pick him up on channel two

Look out your window I can see his light a ight
If we can sparkle he may land tonight a ight
Don’t tell your poppa or hell get us locked up in fright

There’s a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds

There’s a starman waiting in the sky
Hes told us not to blow it
Cause he knows it’s all worthwhile

He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie."
David Bowie - Starman
S. Quasimodo


























