~ ..la Volpe Funambola ammazzaprincipi.. ~
~ Fragile ~

"...Sometimes it feels it would be easier to fall
than to flutter in the air with these wings so weak and torn..."

Original Blog -> Nepenthe


- EviLfloWeR -

* photos on flickr *
Lunacy 2 - Lunacy 3 - Lunacy 4
Lunacy 5 - Lunacy 6 - Lunacy 7 - Lunacy 8
Lunacy Ph

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale;
che accompagna col piede la melodia
delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
"

- F. Pessoa -

~ REMEDY LANE ~

- We’re going nowhere...All the way to nowhere –



"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani
Per toccare, per curare, implorare e strangolare.
Ma io non so chi sono,
e tu ancora non sai chi sono..."

F. R.

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mercoledì 8 marzo 2017

Anesthesia




Like a flash of light in an endless night
Life is trapped between two black entities
'cause when you trust someone, illusion has begun
No way to prepare, impending despair

Did one say so cruel: "'Tis better to love than lose"
Ignorance is bliss - wish not knew your kiss
So many times been burned, this lesson goes unlearned
Remember desire only fuels the fire - liar

Betwixed birth and death, every breath regret
I pity the living, envy for the dead
Emotionally stunned, in defense, I'm numb
I'd rather not care than to be aware - be scared

I don't need love

Are a thousand tears worth a single smile?
When you give an inch, will they take a mile?
Longing for the past but dreading the future
If not being used, well then you're a user and a loser

World reknowned failure at both death and life
Given nothingness, purgatory blight
To run and hide, a cowardly procedure
Options exhausted, except for anesthesia 

...and I don't feel... Anything. 



* * *

Ricorrenze.
La voragine attende silenziosa. Oblio profondo, grida senza risposta.
La verità è che non c'è una ragione, non c'è mai stata.
Nessun filtro, oltre il punto di non ritorno.
Senza alcun ragionevole limite l'oscurità inghiotte i brandelli di ogni certezza.
Liar.
Non ho più paura. Non sento niente.

* * *



I Pain of Salvation sanno sempre come darmi la canzone giusta nel momento giusto.

I still smell of sweat
Still the scent of my giving in
Try to feel regret
But I want it to stay on my skin

I still fantasize
Close my eyes to be wrong again
Still those fuck-me eyes
As I'm licking the palm of my hand

How the hell am I supposed to keep myself
When you are so damn far away
And everything feels meaningless
And I am not mine

How the hell am I supposed to keep myself
When you are so damn far away
And everything feels meaningless
And I am not mine

I still smell of sex
Still her taste on my fingertips
Try to feel remorse
But it's hard with her wet on my lips

How the hell am I supposed to keep myself
When you are so damn far away
And everything feels meaningless
And I am not mine

How the hell am I supposed to keep myself
When you are so damn far away
And all I do seems meaningless
And I am not mine

I need something of my own
Something with a locked door
A room just for me alone
Something that I can control

I need something of my own
I need something cutting to the bone
I need something that is mine
If that must be guilt, then fine

(How the hell)
I wanted something nice, but fine
This guilt is a hole but it's mine
I wanted something nice
This guilt is a hole but it's mine!


domenica 21 agosto 2016

There is no one to blame...

...but me.

(Shamrain - To Leave)


Vorrei raccontarti di quando caddero le stelle e persi me stessa. Vorrei farti i vedere i sogni prendere la forma di una lucida follia senza ritorno. Vorrei spiegarti perché i desideri hanno la profondità di due occhi verdi che si perdono nella luce del tramonto, perché la voce di Mika Tauriainen suona come neve mai caduta in inverni dimenticati, perché le cose si rompono e non ce ne facciamo una ragione neanche dopo molti anni.

Vorrei poterti parlare dell'amore come nessuno lo ha fatto mai, descriverti la sua voce, il modo in cui mi guardava, le poesie meravigliose che ci siamo scritti, le tragedie che si sono consumate nella distanza infinita di una retta che collega infiniti punti, destinati a congiungersi senza futuro. 


Vorrei darti il mio cuore affinché tu possa vivere la favola come l'ho vissuta io, senza tramite di parole, giudizi, interpretazioni. Ma la verità è persa per sempre, sepolta sotto i cocci delle certezze infrante, e non c'è modo in cui io possa davvero raccontartela. 

Serbiamo tesori inestimabili di ricordi soltanto nostri, celati nelle profondità della memoria. Quelli di cui non parliamo mai, se non in qualche serata un po' alcolica, per metafore o allusioni, senza dire poi nulla, lasciando che le parole incespichino e si perdano nei discorsi di qualcun'altro che inevitabilmente ci parlerà sopra.

Vorrei che ci fosse un modo di raccontare la storia d'amore più bella che io abbia mai vissuto senza sentire il peso della colpa.



Vorrei che quel bracciale non si fosse mai rotto. Sette anni sono davvero tanti. Mi sono sempre chiesta come sarebbe successo, quando o perché. Immaginavo che avrei recepito una sorta di segno, così come è sempre stato con lui: un labirinto di coincidenze e magie difficili da spiegare.
Invece no...in una sera di fine estate, al ritorno dalle vacanze, a pochi giorni dall'acquisto della casa, in un periodo in cui tutto sembra cambiare eppure niente viene stravolto....*fran*. Rotto.


“A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran." (Baricco)

Sorrido al ricordo di quel giorno, al pretesto che ci ha portati ad avere quei due fili di stoffa e ad intrecciarli con le nostre mani, le nostre vite, i nostri desideri che avevano un destino già segnato.
Tanto più ci sentivamo fragili e senza futuro, tanto più era smisurata la bellezza effimera del nostro sogno.

Non sono mai guarita davvero. Ho perso tutto e avuto ogni cosa nello stesso istante.
Niente è più stato lo stesso nella mia vita. La purezza delle certezze, persa per sempre.



Ho una foto di quei giorni, e anche a distanza di tanto tempo mi trasmette intensamente la desolazione e la forza che ho provato in quei momenti. 
E' strano vedere la mia pelle ancora candida e quasi del tutto inviolata. Ma covavo nelle viscere tutto il nero che poi sarebbe trapelato, un po' per volta, lasciando le cicatrici che ora mi porto addosso sotto forma di inchiostro. 
E' iniziato tutto da lì, da un sogno, una spirale...una voragine.
My story to tell.

"We've come too far, not another day...no more 
there is no return, no words to explain
no excuses left to make, there is no one to blame
there is no one else to blame...but me."




mercoledì 27 luglio 2016

What the soul hides...

...ink tells.

Pensavo di scrivere un post sul mio ultimo tatuaggio, ma non lo farò. O forse centrerà anche lui, in qualche modo.

L'altra sera siamo passati in moto per il centro di Padova. Fa un caldo atroce in questi giorni, ma la brezza serale è un sollievo immenso per il motociclista. Ce la siamo presa con calma, passando per diverse strade e lasciando fluire i pensieri dopo una giornata lavorativa intensa come mille altre, tutte uguali. "Everyday is exactly the same..." - lo sa spiegare così bene Trent.
Ecco, mi sono già persa. Forse dovrei andare a morire sul divano guardando una sfilza di telefilm, o finire le millemila foto accumulate (sia stramaledetto il mio secondo lavoro) o  magari buttarmi a letto e riposare una buona volta gli occhi.
Invece no, starò qui a scrivere e contemporaneamente maledirmi mentalmente perché non ne sono più in grado, non come una volta.
Dicevo..

Passo per queste strade, con l'aria sul viso e la puzza di una città inquinata da fare schifo, e mi guardo intorno con la pacata rassegnazione di chi sa già che è cambiato tutto. Eppure ci sono cose che restano sempre uguali pur mutando leggermente aspetto, cose dall'essenza eterna, che si prestano così bene ai desideri della memoria.
Il Maldura è sprangato, visto l'orario, ma si erge splendido e maestoso...o forse è un po' in rovina? E' decadente, questa è la verità, ma io lo vedo monumentale e denso di significati. La statua di Petrarca è sempre lì, nella stessa maledetta posizione che se ora ci penso non la ricordo, ma vedendola potrei riconoscerla tra mille. L'inconscio ricorda a perfezione cose che la ragione offusca.

Su quei gradini ho lasciato così tanti pezzi di vita che vederli vuoti e macchiati da banali immondizie mi riempie l'anima di sconforto. Mi chiedo se odorino un po' anche di cipolla e di kebab, con tutti i pranzi consumati così, tra i libri dell'università e le chiacchiere fantasy.

Percorro le strade che ho fatto a piedi ogni stramaledetto giorno della mia vita per interminabili lunghissimi anni, ed immagino me stessa lì sul marciapiede, la borsa a tracolla pesante come un macigno per via dei libri, l'abbigliamento rigorosamente nero e un po' trasandato da brava nerd sfigata, il viso struccato e diafano, i capelli biondi.
Immagino di avvicinarmi a quella ragazza che non mi assomiglia e di sussurrarle all'orecchio. Vorrei dirle che tra dieci anni sarà tutto molto diverso, ma che lei sarà ancora lì, sulla stessa strada, e rincorrerà come perle preziose che cadono a vuoto in un precipizio tutti i ricordi più cari. I ricordi che per quella ragazza ora sono presente. 
Dovremmo sempre apprezzare di più il presente. Viverlo, spremerlo, buttarcelo addosso ed andarci in giro fieri come fosse la cosa più importante che abbiamo. Perché lo è davvero...importante. Ma soprattutto è insostituibile.

So perfettamente che non percorrerò mai più quella strada con gli stessi occhi e lo stesso cuore, potrei farla altre cento volte ma non sarà mai più lo stesso. Io non sono la stessa.
Vorrei dirle che è bella, che è speciale, e di smetterla di farsi paranoie e di starsene nel suo mondo convinta che verranno tempi migliori, tempi in cui si prenderà le sue rivincite e avrà modo di pensare più a vivere che a studiare. Vorrei urlarle di uscire, di fare cazzate, di ubriacarsi e di passare più tempo con quelle persone che ama. Ma lei non mi sente, ed io sono solo l'ombra dei desideri che un tempo ho avuto.
Vorrei dirle che si innamorerà ancora e che farà cazzate enormi. Ma che non guarderà più con la stessa meraviglia due occhi azzurri e non ci saranno altre favole su cui costruire assiomi e stelle vergini su cui trapiantare sogni. Vorrei poterle spiegare che nonostante tutto sarà forte, e che non smetterà di volare sempre più veloce di dove arrivano i suoi passi.

Se potesse sentirmi forse cambierebbe tutto, o magari no. 
Siamo in potenza un uragano di possibilità, ma preferiamo dormire tra la tempesta che è stata e quella che verrà.

Lo sapevo che alla fine il cerchio si sarebbe chiuso. E' così che funziona, è così che tutto acquista senso solo dopo molti anni, quando il pensiero abbraccia il senno di poi e la coscienza di sé traccia mappe chiaramente leggibili. 
Ma è sempre troppo tardi. Restano la nostalgia e la consapevolezza. Non ho certo imparato dai miei errori. Ma dormo in mezzo alla tempesta, e urlo verso la luna.




"Men with both roots and wings
they tie us down and ask us to leave
they are teachings unheard, they are bodies on smoke

Men with both roots and wings
at a singular voice we moan
our teachings mislead, our teachings like smoke

we sleep between the storm that was
and the wind which has to come



We've learnt to learn everywhere
and the very own nature has taught us to wait
difference does sound like sin, equality reliefs
and that fame rhymes with hate yet everything is fair
on the intervals of your death

misguided demons or forthcoming heroes
each one with an important name
nothing else than an important name.

Men with both roots and wings
at a certain time we are one
our little tricks, our innocence stubborn

Men with just little wings, men with just little minds
Men with just little eyes, men with just little deeds

sleeping between the storm that was
and the wind which fails to come (and finally)
blow us away."











martedì 30 dicembre 2014

Winter Christmas time


"Archaic pearls of sleep and death

the voice of December losing its breath

and the floweryard of whit and grey is haunted.

White as the down of flaking snow, the heroic emblems of life."





















sabato 5 ottobre 2013

The fox's den

Casa mia. Il buio è così perfetto che tutta la mia vita in mezzo al traffico, allo smog, al trambusto cittadino, mi sembra una farsa insopportabile.

Brindo ai miei, a tutti gli anni che hanno passato insieme, e sento di essere con le uniche persone al mondo che non mi deluderanno mai. 
Eppure sono scappata anche da loro. Ma per ogni cosa c’è il suo tempo, e quando il tempo è scaduto bisogna aver la forza di andarsene.

Penso ai miei errori, ai propositi di non commetterli mai più….alla mia convinzione di aver fatto scelte ben mirate questa volta. Quante certezze ci costruiamo per ripararci dalla realtà che non è mai come la vorremmo?
Non mi pento delle mie scelte, davvero, di nessuna, ma sono costretta a prendere atto dei miei fallimenti continui.

Vorrei avere il potere di cambiare le cose, la capacità di accettare, sorvolare, ingoiare, fregarmene. Ma a chi la voglio dare a bere? So bene come sono fatta. 

Continuo sulla mia strada e perdo pezzi. Ma sono capace di adattarmi e di cambiare forma infinite volte, devo solo continuare a trovarne la forza. 
Non importa se ho un altro squarcio e se ho dovuto una volta ancora ributtare tutto dentro, come Malte disteso sul letto a fronteggiare la “Cosa Grande”. E’ una febbre che nessuno vede, non ha cura e non c’è consolazione.

Ascolto il vento fra gli alberi mentre mio padre si ostina a voler cambiare una lampadina della mia macchina nel cuore della notte. Si preoccupa troppo, e forse fa bene.
Ripenso alle stelle, ai miei sogni, alle notti ferma in macchina a guardare il cielo perché tanto sapevo che non sarei riuscita a dormire. Per un attimo ho la sensazione che io non ce la farò mai a restare in un qualsiasi posto senza impazzire.

E’ ora di tornare da casa mia…ho un’altra casa che mi aspetta, in un posto che odio ma che è diventato in ogni caso “mio”. 
Percorro le stesse vie che ho fatto migliaia di volte prima di andarmene. Mi godo il buio, la strada che sembra finire nel nulla, i NIN nelle orecchie. Sento i miei fantasmi, sono lì con me. 

Poi parte Only, e penso a quanto mi è stata utile quella canzone quando ho dovuto imparare a fare la volpe senza principi e senza stelle. Mi ricordo bene quel periodo, quelle notti, ancora non so come ho fatto a tirarmene fuori, forse non ne sono mai realmente uscita.

Ma è allora che ho visto lei: con un balzo maestoso mi ha attraversato la strada, si è fermata un secondo a guardarmi, poi è sparita nel buio. 
Sì, una volpe. Ho pianto come una bambina.

martedì 12 febbraio 2013

Stars shall fall


“Mi lasci violarti, mi lasci dissacrarti
mi lasci penetrarti, mi lasci complicarti .
Aiutami, ho distrutto il mio interno,
aiutami, non ho un’anima da vendere .
Aiutami a fare l’unica cosa che funzioni per me,
aiutami a fuggire da me stesso.

Voglio fotterti come un animale,
voglio sentirti dall’interno,
voglio fotterti come un animale,
la mia intera esistenza è danneggiata.
Tu mi avvicini a dio.

Puoi avere il mio isolamento,
puoi avere l’odio che esso porta.
Puoi avere la mia assenza di fede,
puoi avere tutto ciò che è mio.

Aiutami a distruggere la mia ragione,
aiutami, sento il tuo odore.
Aiutami, tu mi fai perfetto,
aiutami ad essere qualcun altro.

Voglio fotterti come un animale,
voglio sentirti dall’interno.
Voglio fotterti come un animale,
la mia intera esistenza è danneggiata.
Tu mi avvicini a dio.

Attraverso ogni foresta, sopra gli alberi,
nel mio stomaco, sbucciandomi le ginocchia,
bevo il miele dentro il tuo alveare.
Sei la ragione per cui resto vivo.”




Ricorrenze.

Un visionario con un cappio intorno al collo.

Neve che diventa funambola per amore dell’equilibrio.

Il sole che arde negli occhi e rende ciechi.

Troppe stelle rimaste senza nome.

Una volpe, che impara quant’è terribile essere addomesticati.



- I think you own me a great big apology -

venerdì 1 febbraio 2013

Sale

Ho percorso questa strada e placato la sua fame.
L’ho fatta mia e lei mi ha fatto suo.

Ho visto ogni ponte e ogni incrocio,
ora mi siedo qui, sull’asfalto.

Sale sul mio viso, sale sotto i miei stivali
Questa strada è fatta di sale, che si attacca sulle mie ferite.

Un uomo un tempo re ora siede, un fallimento
Quest’uomo che ora siede è fatto di sale.


(D. Gildenlow)



Cerco la solitudine nell’inchiostro, provo ad immaginare come si fa a sentire con il pensiero, mentre sfioro con le dita protese gli angoli bui delle pareti.
C’è una luce bianca e fredda da qualche parte all’orizzonte dei miei desideri che si trova sempre a nord. E un alito di vento gelido che spira da finestre che ho chiuso tempo fa.

C’è la solitudine più perfetta nell’inchiostro, quella cercata, voluta. C’è l’essenza più pura del solitario, quello che la gente rifugge perché non comprende. Il solitario che ha imparato ad indossare la maschera giusta davanti agli altri per non far loro paura, per essere limitato e di conseguenza accettato.
Quel solitario che per Rilke è un santo, ma non è altro che un gioco a perdere in cui il miserabile sublima la sua sofferenza chiamandola benedizione.

E’ violento l’inchiostro. Si fa scuro come le ombre che sussurrano alle spalle, e dolce come vino in cui annegare i ricordi.
La vita rende sempre tutto più banale.
Il cuore pulsa con un ritmo tutto suo, che la mente amplifica e fa divenire sinfonia. Le parole tradiscono sempre.

Quando uno ha un sogno non dovrebbe parlarne mai, perché non esistono nomi per i colori dei sogni.
Quanto tempo buttato in passatempi senza utilità? Una volta ho imparato a guardare le stelle al freddo. La mia vita non è mai più stata la stessa.

L’innocenza perduta non torna, i fantasmi mi camminano al fianco ed il sole non è mai caldo abbastanza. Grido al mondo che mi deve delle risposte, ma più cerco il dialogo e più le parole mi sembrano insignificanti.

Vorrei avere ancora voglia di fare acrobazie senza paura di cadere, vorrei le stelle che ridono come sonagli, vorrei la poesia nella mia vita, tutti i colori dell’arcobaleno negli occhi di chi amo, vorrei l’imprevedibilità dei sogni appesi a bolle di sapone, vorrei che niente fosse scontato.

Sono viva, ogni giorno, solo un po’ meno di prima.
E tutto questo sale sulla mia strada sta consumando la pelle, scavando le ossa.
La musica lenisce le ferite, urla nella mia testa che sono viva. Ma io non ho scopi, non ho desideri.
Ho solo ricordi.
“Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti”. E la mente è un’infinita pianura di lapidi.


martedì 11 dicembre 2012

E sento...

…che chi sono e chi sono stato
sono sogni differenti.




“Are you in or are you out?
The words are stones in my mouth
Hush little baby don’t you cry
Truth comes down
Strikes me in the eye



Turning season within
Brand new nails across my skin
But who am I to imply
That I was found
That I found you in the white



To overcome this
I become one with
The quiet cold of late November
If you don’t see
I’ll remain unseen
Until there’s time to be remembered



So I had a green light
I was lost in city lights
Not so far from a try
This is not our last goodbye



So I found you
Found a way all through
The quiet cold of inner darkness
And now that you’re here
It becomes so clear
I have waited for you always”


(Katatonia - In The White)



“E quando mi parlerà di un cielo scuro,
di un paesaggio bianco,
ricorderò stelle che non ho visto,
che lui guardava,
e neve che nevicava nel suo cielo.”

lunedì 10 dicembre 2012

Quello che non c'è



“questo è un periodo in cui è sicuramente difficile trovare dei punti di riferimento: questa canzone parla di quello che non c’è.”
- M.Agnelli -




La neve se n’è andata silenziosa così come era arrivata, incurante del tanto frastuono creato da giornali e televisione. Temevo che mi avrebbe creato grossi problemi, ma in cuor mio sapevo già che le avrei perdonato tutto.

Non ho avuto nemmeno il tempo per godermela un po’. L’ho guardata scendere piano mentre io correvo al lavoro, ed ho invidiato il suo candore, la sua serenità, la sua capacità di fermare il tempo e imprigionarlo in attimi magici come bolle di cristallo.
La notte l’ho immaginata ricoprire tutto, come in una favola del nord che nessuno racconta più, ma quando la mattina ho aperto la finestra la magia stava già svanendo.

Quest’anno la neve ha solo reso più tagliente il pensiero di tutto ciò che mi manca.
Attraverso il candore del bianco che acceca vorrei ancora ritrovare il freddo e le stelle che ho perduto, quella sensazione di essere funambola senza timore, e quella voglia di vivere i miei sogni che mi ha portata a infrangere ogni regola pur di trovare “quello che non c’è”.

Dormo sonni irrequieti e non riesco a liberarmi dei pensieri contingenti. Vivo di corsa e mi lascio sfuggire centinaia di cose importanti. Il tempo mi scivola addosso e io non afferro che briciole.
Tutti mi parlano di ottimizzare i tempi, ma a quale scopo? Se il tempo non mi lascia spiragli di vita, di vita vera, allora cosa resta che valga la pena di essere “ottimizzato”?
Mentre lavoro osservo la gente che si gode le feste, che sorride camminando per strada, che non ha fretta, che non ha nemmeno rispetto per te che stai chiudendo dopo una giornata di lavoro e ti fermi lì di più solo per soddisfare il capriccio di qualcun altro.

Vorrei avere distese di neve, e laghi senza orizzonte, e foreste e stelle che siano soltanto mie. Vorrei avere freddo, un freddo insopportabile: un freddo che sopporterei se fossi dove desidero essere.
Vorrei la mia pistola per sparare a quello che non c’è, come un bambino che sconfigge i mostri nell’armadio, come Malte che scopre l’indicibile sotto la sua scrivania.
C’era un tempo in cui credevo a quello che non c’era, mi ero convinta che semplicemente non ci fosse per tutti gli altri. Un tempo c’erano le favole, i sogni, gli attimi spesi per cose inutili che diventavano così preziosi.

Ho perso il gusto, ho perso i sogni. La razionalità e le necessità quotidiane mi schiacciano. Eppure credo ancora di poter camminare dritta sull’acqua, o alta sulla mia fune. Cammino su quello che non c’è e ripenso a tutte le volte che ho creduto di trovare una nuova alba, nuove speranze, nuovi sogni.

“La chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c’è..”
Provo a disobbedire alla realtà e ad alzare il naso verso le stelle per camminare ancora dritta sulla fune. Desidero così tanto cambiare senza tuttavia far nulla per riuscirci. E forse è proprio per questo che continuo a cadere sana e salva.

Penso a quello che c’è, alla mia alba fatta di una meraviglia semplice, di pochi momenti felici, di sorrisi ed abbracci che riescono a farmi dimenticare talvolta tutto quello che non c’è.
Tutto quello che mai ci sarà.



“Ho questa foto di pura gioia
è di un bambino con la sua pistola
che spara dritto davanti a se
a quello che non c’è

Ho perso il gusto, non ha sapore
quest’alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull’acqua e
su quello che non c’è



Arriva l’alba o forse no
A volte ciò che sembra alba non è
Ma so che so camminare dritto sull’acqua e
su quello che non c’è

Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in sè
a quello che non c’è

Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
il mio modo di morire sano e salvo dove m’attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
quello che non c’è



Curo le foglie, saranno forti
se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
su quello che non c’è

Ed ecco arriva l’alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da sè, fottendomi da me
Per quello che non c’è..”


lunedì 20 agosto 2012

strada facendo troverai...

 ...un gancio in mezzo al cielo.



"Goodbye love
Didn’t know what time it was the lights were low oh how
I leaned back on my radio oh oh



Some cat was layin down some rock n roll lotta soul, he said
Then the loud sound did seem to fade a ade
Came back like a slow voice on a wave of phase ha hase
That werent no d.j. that was hazy cosmic jive



There’s a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds



There’s a starman waiting in the sky
Hes told us not to blow it
Cause he knows it’s all worthwhile



He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie



I had to phone someone so I picked on you ho ho
Hey, that’s far out so you heard him too! o o
Switch on the tv we may pick him up on channel two



Look out your window I can see his light a ight
If we can sparkle he may land tonight a ight
Don’t tell your poppa or hell get us locked up in fright



There’s a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds



There’s a starman waiting in the sky
Hes told us not to blow it
Cause he knows it’s all worthwhile



He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie."


David Bowie - Starman 
 
 
"Ti cammino sul cuore, ed è un trovarsi d’astri in arcipelaghi insonni, notte, fraterni a me fossile emerso da uno stanco flutto."

S. Quasimodo